Tag: Litfiba

Da oggi è disponibile la nuova compilation ROCK TARGATO ITALIA 1993 -1996

Quando il riff iniziale di “Senza vento” dei Timoria risuona per la prima volta con la sua forza dirompente si ha la netta impressione di trovarsi di fronte a un vero spartiacque, non solo per la carriera della band bresciana ma per l’intero universo musicale del nostro Paese.

Corre l’anno 1993, nell’aria si respira una grande energia e i tempi sono ormai maturi perché il rock italiano possa uscire dalle cantine e proiettarsi in una dimensione diversa: i Litfiba sono una realtà ormai affermata, le major iniziano a interessarsi alle nuove contaminazioni aprendo etichette dedicate (si veda per esempio la BlackOut), le radio alternative e le riviste di settore iniziano a dare sempre maggiore spazio alle band nostrane e anche Videomusic capisce che il fermento giovanile non è da sottovalutare dando una spinta importantissima all’intero movimento.

Nel giro di quattro anni, fra il 1993 e il 1996 esordiscono band fondamentali come i Marlene Kuntz, i Modena City Ramblers, gli Estra, i Bluvertigo, i Negrita, i Radiofiera, gli Yo Yo Mundi e i Massimo Volume, tanto per fare solo i nomi più in vista. A queste si aggiungono gli Afterhours, che proprio in quegli anni decidono di dare una svolta alla propria carriera passando dall’inglese all’italiano, e altre realtà come i Ritmo Tribale, i Casino Royale, i Gang o gli Ustmamò che, dopo aver navigato per anni nella polvere dell’undergound, troveranno casa presso case discografiche più blasonate.

Discorso a parte meritano gli ex CCCP che, dopo essersi sciolti nel 1990 ed essere tornati fugacemente sul palco due anni dopo, in questi anni rinascono col nome di C.S.I. incarnando una delle realtà più importanti della nostra storia musicale e dando vita anche a un’enorme fucina di talenti chiamata Consorzio Produttori Indipendenti che, insieme alla neonata Mescal, diventerà una delle etichette di riferimento del mondo indipendente.

Nel 1995, mentre Ligabue impazza in tutte le radio, nel tentativo di coordinare e dare una rilevanza istituzionale alle tante piccole realtà che sgomitano nell’underground più profondo, nasce il MEI, che nel corso degli anni assumerà un’importanza sempre maggiore.

Chiudiamo questo capitolo della storia nel 1996, quando una giovanissima rocker catanese di nome Carmen Consoli sale sul palco del Festival di Sanremo compiendo così un altro passo verso il riconoscimento del movimento rock italiano anche agli occhi di un pubblico più nazionalpopolare.

Tracklist:

Timoria – Senza Vento (1993)

Almamegretta – Figli di Annibale (1993)

Gang – Kowalsky (1993)

C.S.I. – A tratti (1994)

Negrita – Cambio (1994)

Modena City Ramblers – In un giorno di pioggia (1994)

Casino Royale – Anno zero (1995)

La Crus – Nera signora (1995)

Ligabue – Vivo, morto o x (1995)

Afterhours – Dentro Marylin (1995)

Ritmo Tribale – Base luna (1995)

Radiofiera – Tutti innocenti (1995)

Litfiba – Lacio Drom (1995)

Bluvertigo – Iodio (1995)

Massimo Volume – Il primo Dio (1995)

Andrea Chimenti – L’albero pazzo (1996)

Estra – Signorina (1996)

Marlene Kuntz – Ape Regina (1996)

Ustmamò – Baby dull (1996)

Yo Yo Mundi – La canzone di fuga e speranza (1996)

Carmen Consoli – Amore di plastica (1996)

MEPHISTO BALLAD Il primo album a nome Aiazzi – Maroccolo, un omaggio senza nostalgia alla Firenze degli anni ’80

18 febbraio 2021: è la data d’uscita del primo album a nome Antonio Aiazzi – Gianni Maroccolo. Il titolo “Mephisto Ballad” può suonare misterioso ma è facile da spiegare.

La scena musicale fiorentina dei primi anni ‘80 era attraversata da un fermento irripetibile. Qualche mese fa, lo scrittore e giornalista Bruno Casini propose ad Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo di allestire uno spettacolo a tema per il Museo Marino Marini. I due artisti iniziarono a rivisitare il brano E.F.S. 44, composto in origine per Mephistofesta e successivamente apparso su Guerra, il primo EP dei Litfiba.

Bruno, uno tra i testimoni più attivi di quegli anni, ricorda così la Mephistofesta:

“Assieme ai Litfiba, inventammo un evento per il Carnevale 1982: la Mephistofesta, una performance tra reale e metafisico, tra grottesco e macabro. Un gioiello sonoro, un’esibizione di circa 30 minuti. Si apre il sipario rosso del Casablanca di Rifredi, e i Litfiba appaiono con una bara al centro del palco. Dal sarcofago nero esce un Piero Pelù teatrale, magico e fascinoso con la sua gestualità da clown espressionista. La band esegue Men in suicideTradimento e la magnetica E.F.S. 44 Ethnological Fogerty Series. È un gioco tra il bene e il male, una festa “noir” cupa e ossessiva che crea timore ma anche coinvolgimento. È il trionfo della cultura e della generazione dark a Firenze, abbracciate dai Litfiba nei primi anni di carriera.
La Mephistofesta misura la temperatura rovente di un movimento culturale fortissimo in perfetta sintonia con i Litfiba degli esordi. Dopo l’esibizione, Piero rientra nella bara, che viene chiusa. Il sipario rosso cala sulla Mephistofesta, che rimane una delle meravigliose perle della band. Ancora oggi, nessuno sa da dove fosse arrivata quella bara, e forse è meglio così. Di quella serata non esistono foto né video, ma resta un evento irripetibile scolpito nella memoria.”

Annullata la serata prevista al Museo Marini a causa dell’emergenza sanitaria, Antonio e Gianni hanno composto nuovo materiale, rendendosi conto che per la prima volta stavano realizzando un album insieme. Incidentalmente, questo avveniva in concomitanza con il quarantesimo compleanno dei Litfiba.

Mephisto Ballad contiene una suite basata su E.F.S. 44, uno dei brani più estremi nella produzione del gruppo, vari inediti e una sorpresa finale.

Non è un’operazione nostalgica: lo stile musicale, peraltro indefinibile, ruota attorno al pianoforte di Antonio e si rifà al minimalismo di Michael Nyman e Philip Glass. Il basso di Gianni recupera atmosfere esplorate in profondità nel suo “album perpetuo” Alone. È un modo per celebrare il lato più sperimentale dei Litfiba, talvolta oscurato dalla carica dei brani più famosi, ma elemento essenziale della loro storia e del loro equilibrio.

Nel Faust di Goethe, Mephisto è il “doppio” del protagonista, un alter-ego. Per questo Mephisto Ballad ha due facce: entrambi i lati del cartone sono una possibile copertina. Due musicisti, due personalità, luce/ombra, ballata/danza macabra: ognuno può scegliere.

Mephisto Ballad è un cerchio che si chiude, un frammento di storia imperdibile per i collezionisti e gli appassionati del genere.

L’album verrà pubblicato il 18 febbraio 2021, a trentanove anni esatti dalla Mephistofesta, e si può prenotare inviando un’email all’indirizzo appositamente creato mephisto@contemporecords.it .

NB: Prezzo esclusivo per chi acquista direttamente e tramite il pre-order: edizione LP + CD €20 spese di spedizione comprese.

© 2021 Max Trip

Tema di Anders NorenSu ↑