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MORCHEEBA il nuovo singolo OH OH YEAH

I Morcheeba presentano il nuovo singolo “Oh Oh Yeah”, fuori il 26 febbraio 2021. Si tratta del secondo singolo dall’album “Blackest Blue” in arrivo il 14 maggio 2021. Da “Blackest Blue” era già stato estratto il singolo ‘Sounds Of Blue’, pubblicato a inizio anno. Un pezzo che non rispecchia i canoni radiofonici a partire dalla lunghezza, ma nato senza pensare troppo alle esigenze discografiche. Il prologo perfetto al nuovo album.

I Morcheeba – Skye Edwards e Ross Godfrey – sono considerati veri e propri pionieri nel panorama musicale britannico. “Blackest Blue” sarà il decimo album in studio della band, e va ad aggiungersi a una discografia che comprende ben tre decenni. Nel 2020, come tutti, anche i Morcheeba sono stati impossibilitati ad andare in tour ed esibirsi dal vivo, e questo ha concesso al duo «il tempo di scrivere canzoni e perfezionarle in ogni dettaglio», come afferma Ross. «È stato un periodo in cui, nella musica, si è stati alleggeriti da ogni tipo di pressione Avevamo tempo, e l’abbiamo sfruttato al meglio per decidere con cura le canzoni del nuovo disco», aggiunge Skye.

Il risultato è un raffinato album di 10 tracce, che fonde gli stili e le influenze della band – downbeat, chill, electro-pop e soul – in un unico disco perfettamente amalgamato, immerso profondamente nella concezione di contaminazioni di generi che da sempre caratterizza i Morcheeba. Come già in passato, la band ha lavorato all’album senza alcun preconcetto e ha creato un viaggio coerente e rappresentativo della grandezza dei Morcheeba.

I testi di Skye si concentrano principalmente sulla positività e sul superamento delle difficoltà personali che covano dentro se stessi. ‘Sounds Of Blue’, è un pezzo straordinario che mette in primo piano la voce sensuale di Skye, fluttuando su un paesaggio etereo, e prende ispirazione dalla sua recente esperienza di apnea in Thailandia e «la mia ritrovata fiducia e il mio amore per l’oceano», afferma Skye.

“The Moon” è una cover dell’artista croata Irena Žilić, parla di «seguire la luce della luna e attingere alla sua potente energia luminosa, sfruttando la sua positività per sfuggire alla depressione e ai momenti più bui».

Nell’album sono presenti alcune collaborazioni: Duke Garwood (che ha lavorato fra gli altri con Mark Lanegan) e Brad Barr (The Slip, The Barr Brothers). Ross racconta: «Sono riuscito a mettermi in contatto con Brad Barr al telefono e gli ho chiesto se gli andasse di essere presente nel nostro album. Gli ho mandato una demo con un pianoforte registrato, e mi ha restituito quella che poi è stata la struttura di “Say it’s Over”. Skye ha completato il tutto con la melodia e il testo e improvvisamente avevamo fra le mani un pezzo straordinario e di grandissimo peso.»

La portata globale dei Morcheeba è riconosciuta in tutto mondo. Il loro caratteristico sound elettronico li ha resi immediatamente riconoscibili dovunque. L’anno trascorso è stato un periodo di introspezione per il duo, che hanno approfittato della pausa per fare un bilancio con i fan mentre contano di tornare presto a suonare dal vivo, in visione anche dell’uscita del nuovo disco. Un anno in cui si sono goduti momenti di forzata tranquillità, della quale sicuramente avevano sentito la mancanza nel tempo, ma ora c’è solo la voglia di ricominciare.

 Il singolo ‘Oh Oh Yeah’ fuori dal 26 febbraio L’album ‘Blackest Blue’ fuori il 14 maggio 2021 – Kartel Music Group. 

Blackest Blue tracklist:

1) Cut My Heart Out

2) Killed Our Love

3) Sounds Of Blue

4) Say It’s Over

5) Sulphur Soul

6) Oh Oh Yeah

7) Namaste 

8) The Moon

9) Falling Skies

10) The Edge Of The World

Naked Gypsy Queens: Georgiana | GUARDA IL VIDEO

Quartetto feroce del Tennessee, chitarre, amplificatori col volume a 11 ed un suono old-school hard rock tutto sangue e sudore che riporta agli anni 60’-70’ in chiave 21esimo secolo.

Senza tanti fronzoli, brano fatto alla vecchia maniera: quattro arrabbiati col mondo nella loro stanzetta delle prove a fare atti da pazzi come davanti a diecimila persone… uno spirito puro , genuino che ha attratto un seguito da culto dalle parti di Nashville, l’ odierna culla della musica americana e delle nuove facce del rock . “Georgiana“ è stato registrato a Detroit con dei veterans del genere Marlon Young, Al Sutton e Herschel Boone – lo stesso team alle origini del successo dei Greta Van Fleet di Anthem of the Peaceful Army.


Leggende come Alice Cooper e Wayne Kramer degli MC5 hanno fatto capolino durante le registrazioni, incuriositi dalle voci che girano sulla band.  

Ritorna in tutte le radio italiane con “OUTSIDER” il nuovo singolo di Giordano Cestari estratto da “Chaturanga”

-“OUTSIDER” è stata scritta di getto sul tavolino di un bar, non immaginavo certo che sarebbe diventata una canzone con un suo video – dice Giordano – cercavo qualcosa di forte e immediato, una sorta di grido vedendo tra i tavoli tutti quanti chini ognuno sul suo smartphone come dissociati dalla realtà, se poi pensi a cosa stava per arrivare da lì a pochi mesi, avremmo rimpianto proprio la possibilità di quel contatto umano che stavamo trascurando-

Il videoclip di OUTSIDER, girato sul tetto di un cinema nel periodo pre-Covid, vede la regia di James Kye e la partecipazione della Compagnia delle MoRe di Modena che con la sua coreografia e recitazione ha impreziosito il video musicale.

L’album “Chaturanga”, prodotto da Giordano Cestari insieme ad Andrea Cerè, è in parte remixato da Alex Bagnoli.

E’ un album indie ricco di contenuti che ci accompagnerà nei prossimi mesi con altre canzoni inedite in fase di lavorazione tra le quali “NON ME NE VERGOGNO” brano sociale autobiografico dell’artista e “LE MANI LE PAROLE” che tratta il delicato argomento della violenza sulle donne. Un cambio di rotta quindi per questo artista che sfugge alle classificazioni.

OUTSIDER, già disponibile sui digital store, suona, musicalmente parlando, come un ponte tra il cantautorato classico italiano e le ultime influenze trap di moda ora.

Giordano ha collaborato, tra gli altri, con “BRANDO” (produttore dei Modà), “MAX” (Binario), ed ha aperto LIVE di “TUCK&PATTY”, “JAMES TAYLOR QUARTET” e “MAURIZIO VANDELLI” (Equipe84) ed ha scritto brani per diversi artisti emergenti.

La dimensione LIVE è la più importante per conoscere un artista ed è per questo che Giordano alterna il lavoro in studio ai numerosi concerti anche in versione unplugged sempre accompagnato da ottimi musicisti tra i quali Amos Amaranti (già chitarrista dei Nomadi, Francesco Baccini, ecc.)

Presente su tutte le piattaforme web di download e su tutti i social, Giordano Cestari con “OUTSIDER” prosegue la sua avventura fuori dagli schemi supportato, in questo “Chaturanga” proprio dall’etichetta Trekneblek Solution.

ARISA: giovedì 4 marzo, per la terza serata del Festival di Sanremo, interpreterà il brano “QUANDO” di Pino Daniele in duetto con MICHELE BRAVI. Il brano sanremese “Potevi fare di più” è disponibile in pre-order e pre-save

Giovedì 4 marzo, per la terza serata del Festival di Sanremo, ARISA interpreterà in duetto con MICHELE BRAVI il brano “Quando” di Pino Daniele.

L’artista ha scelto di omaggiare e di eseguire questa celebre canzone del 1991 di Pino Daniele,colonna sonora del film “Pensavo fosse amore… invece era un calesse”(diretto e interpretato da Massimo Troisi).Per arricchire la sua interpretazione, Arisa canterà il brano sul palco dell’Ariston con il cantautore Michele Bravi, che ha da poco presentato il suo ultimo progetto discografico, il concept album “La Geografia del Buio”.

Arisa è in gara al 71° Festival di Sanremo con il brano “Potevi fare di più” (Pipshow Srl, licenza esclusiva di Believe Digital Srl), contenuto nel suo prossimo album di inediti. Il brano sanremese è disponibile in pre-order e in pre-save al seguente link: https://arisa.bfan.link/potevi-fare-di-più.

Potevi fare di più”, scritto da Gigi D’Alessio, parla di un momento di liberazione da una relazione tossica. Racconta la storia di una donna che cerca la forza di dire basta ad un amore che si è spento e ai continui tentativi di tenerlo in piedi.

Questa sarà lasettima partecipazione al Festival di Sanremo per l’artista che si è già aggiudicata due vittorie: la prima nel 2009, nella categoria Nuove Proposte, con il brano “Sincerità”, e la seconda nel 2014 nella categoria Campioni con “Controvento”. Nel 2015, inoltre, Arisa è stata co-conduttrice della 65° edizione del Festival.

Nel corso della sua carriera Arisa si è contraddistinta per il suo raffinato timbro vocale e per la sua versatilità: oltre che nella musica ha anche lavorato nel mondo cinematografico, come attrice e doppiatrice, e in ambito televisivo, come giudice di importanti talent show (X Factor e Amici) e come presenza fissa in programmi televisivi (Victor Victoria – Niente è come sembra).

Ha all’attivo sei album in studio, un Ep e due raccolte, vanta quattro certificazioni Platino (con “Malamorenò”, “La notte”, “Meraviglioso amore mio”, “Controvento”) e due certificazioni oro (con “L’amore è un’altra cosa” e “Guardando il cielo”).

Si è aggiudicata vari riconoscimenti, tra i quali il Premio AssomusicaCasa Sanremo e il Premio della Critica “Mia Martini” al Festival di Sanremo 2009, un Venice Music Awards nel2009, il Premio Lunezia e il Premio Sala Stampa al Festival di Sanremo 2012, due Wind Music Awards, un Premio TV – Premio regia televisiva, oltre ad una candidatura al Premio Amnesty Italia (nel 2016 per il valore letterario del brano “Gaia”) e due al Nastro d’argento nella categoria migliore canzone originale (nel 2017 per “Ho perso il mio amore” e nel 2018 per “Ho cambiato i piani”).

Ricordando LUCIO DALLA e “4/3/1943″… il 9 marzo esce “DICE CHE ERA UN BELL’UOMO… – Il genio di Dalla e Pallottino”, il nuovo libro del giornalista MASSIMO IONDINI

A cinquant’anni dalla pubblicazione di “4/3/1943”, dal 9 marzo sarà disponibile in libreria e negli store digitali DICE CHE ERA UN BELL’UOMO… – Il genio di Dalla e Pallottino” (Edizioni Minerva), il nuovo libro del giornalista MASSIMO IONDINI dedicato alla coppia artistica formata da Lucio Dalla e Paola Pallottino.

Grazie anche alle testimonianze esclusive di Gino Paoli, Renzo Arbore, Ron, Maurizio Vandelli, Maurizio De Angelis, Vince Tempera, Angelo Branduardi, Armando Franceschini e padre Bernardo Boschi, Iondini racconta la carriera di Dalla nei primi anni Settanta, caratterizzati dal sodalizio con la storica dell’arte, illustratrice e paroliera Paola Pallottino: una breve ma intensa collaborazione grazie alla quale videro la luce canzoni come “4 marzo 1943”, “Un uomo come me”, “Il gigante e la bambina” e “Anna Bellanna”.

«Quel Festival del 1971 per la musica leggera italiana fu una vera e propria rivoluzione. Tant’è che Lucio Dalla conquistò Sanremo pur non arrivando primo. Per la sua “4/3/1943” si parlò infatti a gran voce di “vittoria morale”. Un successo a più livelli per Dalla e la quasi esordiente paroliera Paola Pallottino – dice Massimo Iondini –. Anzitutto perché la loro canzone, ripescata in extremis, era passata sotto le forche caudine della censura della Rai e dell’organizzazione del Festival: via il titolo “Gesubambino” e via alcuni importanti versi. Poi perché quell’innovativo testo portava per la prima volta in una rassegna canora di musica leggera il dramma di una ragazza madre e di un figlio della guerra. Infine, perché rappresentava il personale riscatto dello stesso Dalla, fino a quel momento lodato dalla critica ma inviso al grande pubblico per come cantava, per lo stile compositivo e per il suo aspetto trasandato da antidivo». 

Tra retroscena e aneddoti degli esordi della carriera del cantautore bolognese, Iondini rivela l’esistenza di un’inedita versione dalliana del brano “La ragazza e l’eremita”, un testo di Paola Pallottino musicato nel 1994 da Angelo Branduardi, ma su cui, venticinque anni prima, aveva messo le proprie note anche Lucio Dalla.

«Con meraviglia e grande emozione ho potuto ascoltare quella vecchia esecuzione piano e voce di Dalla, incisa sul nastro di una vecchia audiocassetta – racconta Iondini –. Si tratta di un provino registrato a casa di Lucio nel 1970, che Paola Pallottino ha conservato gelosamente per tutto questo tempo e che ora per la prima volta viene svelato e raccontato».

Ad arricchire ulteriormente il libro, oltre ai numerosi scatti fotografici di Walter Breveglieri, ci sono la prefazione scritta da Pupi Avati e l’introduzione a cura di Gianni Morandi, in cui entrambi intrecciano i ricordi degli esordi delle loro carriere con quelli dell’amicizia con Lucio Dalla.

Il libro termina con uno scritto di Lucio Dalla (già contenuto originariamente nel libro “Lucio Dalla. L’uomo degli specchi” di Gianfranco Baldazzi – Minerva Editore, 2013), preceduto dal capitolo “Io, Tobia, quel padre che Lucio non ebbe”, in cui è riportata l’intervista esclusiva realizzata da Massimo Iondini a Umberto “Tobia” Righi, che per quasi mezzo secolo è stato manager, factotum e sorta di padre putativo di Dalla.

MASSIMO IONDINI

Massimo Iondini è nato a Milano nel 1964, il mese dopo la vittoria del settimo e ultimo scudetto del Bologna di Lucio Dalla, che intanto pubblicava il suo primo 45 giri. Laureato in Scienze Politiche all’Università Cattolica del Sacro Cuore, da un quarto di secolo è giornalista presso il quotidiano “Avvenire” dove lavora alla redazione culturale, occupandosi principalmente di musica. Nel 2020 ha pubblicato il suo primo libro “Paola e Lucio – Pallottino, la donna che lanciò Dalla” (edizioni La Fronda).

PAOLA PALLOTTINO

Paola Pallottino, nata a Roma nel 1939, già professore associato di Storia dell’arte contemporanea all’Università di Macerata, ha svolto intensa attività di studio e divulgazione della storia dell’illustrazione, culminata con la fondazione a Ferrara del MIL Museo dell’Illustrazione Centro Studi sull’immagine riprodotta, diretto dal 1992 al 2005. Illustratrice e autrice di testi per Dalla, Branduardi (Giovanna D’Arco e La ragazza e l’eremita) e Montedoro (l’album Donnacirco), ha collaborato all’Enc. Universale dell’Arte, al Diz. Biografico degli Italiani, al Dictionnaire des illustrateurs e all’Allgemeines Künstlerlexikon. È autrice di una ventina di libri, da “Storia dell’illustrazione italiana” a “Dall’atlante delle immagini”, oltre che di centinaia di saggi in Italia e all’estero. Nel 2019 ha pubblicato “Le figure per dirlo. Storia delle illustratrici italiane” (Treccani).

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