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“YES I KNOW… PINO DANIELE. Tra pazzia e blues: storia di un Masaniello newpolitano” è il nuovo libro di CARMINE AYMONE

É in libreria e negli store digitali “YES I KNOW… PINO DANIELE. Tra pazzia e blues: storia di un Masaniello newpolitano” (Hoepli), il nuovo libro del giornalista e critico musicale Carmine Aymone. Con la prefazione di Maurizio de Giovanni e la postfazione di Peppe Lanzetta, il libro è a cura di Ezio Guaitamacchi, direttore della collana di musica della Hoepli, le foto sono di Lino Vairetti e Dino Borelli.

A 5 anni dalla scomparsa e a 65 anni dalla nascita del grande Pino Daniele, è uscito uno dei volumi più esaustivi sulla vita dell’artista napoletano più influente della musica italiana con testimonianze inedite e più di sessanta interviste al jet set italiano e internazionale. Camine Aymone ha intervistato e raccolto, in 30 anni di giornalismo “on the road” i contributi di: Chick Corea, Al Di Meola, Peter Erskine, Jim Kerr (Simple Mind), Phil Manzanera, Pat Metheny, Marcus Miller, Phil Palmer, Gino Vannelli, Edoardo Bennato, Roberto Vecchioni, Gino Paoli, Lucio Dalla, Negrita, Giuliano Sangiorgi, Niccolò Fabi…e di tutti gli eroi del neapolitan power.

Il libro si avvale della preziosa collaborazione del figlio Alessandro Daniele e della “Pino Daniele Trust ONLUS” che hanno condiviso, con l’autore, ricordi e aneddoti legati alla vita del “mascalzone latino”.

Attraverso un racconto fatto di note, canzoni, ascolti, letture, dettagli, curiosità,  memorabilia, accompagnato da un ensemble di 4 musicisti, Carmine Aymone, in veste di storyteller, presenterà al pubblico il mondo del “lazzaro felice”, in anteprima nazionale giovedì 23 luglio (ore 21.15),  nel Cortile della Basilica di San Domenico Maggiore a Napoli, luogo simbolo cittadino, a pochi metri dalla casa natale di Pino, nell’ambito del cartellone eventi dell’ “Estate a Napoli”, realizzato dall’Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Napoli. Con l’autore in scena ci saranno: Larry Del Prete al piano (nipote di Franco Del Prete, autore di testi e storico batterista degli Showmen e dei Napoli Centrale di James Senese) che ha recentemente pubblicato il cd “Pino Daniele unplugged” con Enzo Anastasio al sax ed Emidio Ausiello alle percussioni. L’accompagnamento sonoro alla voce recitante è affidato alla chitarra del maestro Andrea Aymone.

Le dichiarazioni di Pino Daniele contenute nel libro (tranne dove specificata diversa fonte) provengono da interviste realizzate dall’autore, Carmine Aymone, fra il 1989 e il 2014, pubblicate sui quotidiani, settimanali, mensili, periodici, bimestrali, riviste specializzate a cui ha collaborato in questi ultimi 30 anni. Le dichiarazioni dei musicisti nazionali, internazionali, dei familiari, dei produttori, degli addetti ai lavori e degli attori (tranne dove diversamente indicato) provengono da loro scritti ad hoc per questo libro e/o da interviste realizzate dall’autore dal 1989 a oggi.

Hanno impreziosito il volume le parole, i pensieri e le emozioni dei seguenti “lazzari felici”:

Musicisti italiani:  99 Posse, Almamegretta, Joe Amoruso, Renzo Arbore, Enzo Avitabile, Francesco Baccini, Dodi Battaglia (Pooh), Edoardo Bennato, Mario Biondi, Luca Carboni, Max Carola, Red Canzian (Pooh), Clementino, Fabio Massimo Colasanti, Paolo Conte, Gigi D’Alessio, Lucio Dalla, Tullio De Piscopo, Gigi De Rienzo, Roberto De Simone, Teresa De Sio, Franz Di Cioccio (PFM), Drigo (Negrita), Tony Esposito, Niccolò Fabi, Roberto Giangrande, Giorgia, Enzo Gragnaniello, Gianni Guarracino, Rocco Hunt, Rosario Jermano, Jovanotti, Agostino Marangolo, Antonio Onorato, Gino Paoli, Pau (Negrita), Gianluca Podio, Paolo Raffone, Massimo Ranieri, Corrado Rustici, Laura Pausini, Federico Salvatore, Giuliano Sangiorgi (Negramaro), James Senese, Elisabetta Serio, Bobby Solo, Jenny Sorrenti, Lino Vairetti, Roberto Vecchioni, Antonello Venditti, Ernesto Vitolo, Federico Zampaglione (Tiromancino), Marco Zurzolo, Rino Zurzolo.

Musicisti internazionali: Mino Cinelu (Miles Davis, Weather Report), Mel Collins, Chick Corea, Al Di Meola, Peter Erskine, Jim Kerr (Simple Mind), Phil Manzanera (Roxy Music), Pat Metheny, Marcus Miller, Noa, Alfredo Paixao, Phil Palmer, Hossam Ramzy, Gino Vannelli, Rachel Z.   

Familiari: i fratelli Carmine “’O Giò”, Nello, Salvatore. Il figlio Alessandro Daniele.                                                                                

Produttori: Willy David, Claudio Poggi.                                                                                                  

Addetti ai lavori: Raffaele Cascone, Nando Coppeto.  

Scrittori: Maurizio de Giovanni, Peppe Lanzetta.                                                                                                                                                                        

Attori: Alfredo Cozzolino, Enzo Decaro, Vincenzo Salemme, Alessandro Siani.

Pino Daniele è uno dei principali rappresentanti della canzone d’autore italiana, tra i primi ad aprirsi a collaborazioni con artisti internazionali. Il libro racconta la storia di un “suonautore”, cresciuto nel cuore del centro storico di una città fatta di sole e mare, di tufo e musica, nata dal canto della sirena Partenope. Un luogo dove una storia millenaria si mescola a miti e leggende, in ultimo proprio alla sua, a quella di un bluesman scugnizzo, di un lazzaro feliceche, chitarra in spalla e con un cuore malato, ha saputo conquistare con le sue note forse non IL mondo, ma UN mondo: quello dei suoi tanti fan.

Autore dell’ultimo classico partenopeo Napule è”, fin dal 1977 col suo primo album Terra mia”, Pino Daniele ha riscritto le coordinate della canzone napoletana e d’autore, immergendola, col suo slang angloamericano-italiano-partenopeo, nei colori della fusion e della world music. Dall’infanzia nei vicoli di Napoli, ai suoi dischi, dalla super band, alle collaborazioni col gotha della musica mondiale, dalla sua amicizia con Massimo Troisi, alle sue chitarre, fino all’ultimo abbraccio della sua città in piazza del Plebiscito, davanti

a 150mila neri a metà col viso solcato dalle lacrime…questo è un racconto che si snoda attraverso scritti ad hoc e interviste realizzate dall’autore allo stesso Pino Daniele (dal 1989 al 2014), ai suoi familiari, amici e colleghi (circa 70), fatte in trent’anni di giornalismo, per quotidiani, mensili specializzati in musica e non, tv e radio.

Carmine Aymone – Napoletano, classe 1970. Giornalista professionista, critico musicale, scrittore, autore, press agent, musicista, storyteller, organizzatore di eventi, dj, speaker radiofonico. In trent’anni di giornalismo, ha lavorato per numerosi quotidiani locali e nazionali, mensili, agenzie di stampa, radio, tv, siti web. Scrive per il Corriere del mezzogiorno/Corriere della Serae per il bimestrale PROG Italia. Ha all’attivo una ventina di pubblicazioni in cui ha narrato la storia del sound di Napoli, di James Senese, degli Osanna, del primo nero a metà Mario Musella (Showmen), del maestro Roberto De Simone, de Il Giardino dei Semplici e degli Alunni del Sole, di un altro scugnizzo napoletano, Gigi D’Alessio, del genio di Paul McCartney, delle morti tragiche e misteriose di John Lennon, Elvis Presley, Jimi Hendrix, Michael Jackson, Whitney Houston, Nico (Velvet Underground), John Belushi, Dalida, Judy Garland, Fred Buscaglione, Luigi Tenco, Mia Martini… È co-ideatore e co-direttore della mostra internazionale ROCK!(Palazzo delle Arti di Napoli – PAN). Dal 2000 tiene corsi sulla Storia del Rock, del Jazz e sulla musica della sua città.

ANTONIO PALUMBO: fuori oggi il nuovo singolo TUTTO QUI

Antonio Palumbo torna, a distanza di un anno dalla pubblicazione del singolo “Thank You For Dancing” che anticipava l’uscita dell’EP in Inglese “How Fast We Live” a ottobre 2109. Il nuovo singolo, in Italiano, “ Tutto Qui”, fuori su tutte le piattaforme digitali e in radio oggi, era stato inizialmente concepito come parte dell’EP pubblicato lo scorso anno. “Tutto Qui” è arrangiato e prodotto da Davide Andreoni, registrato da Giacomo Zambelloni allo studio Everybody On The Shore di Milano e masterizzato da Maurizio Giannotti.


Antonio Palumbo racconta: “All’inizio delle sessioni di registrazione di “How Fast We Live” è nato “Tutto Qui”, che poi è rimasto fuori da quell’insieme di brani perché sentivo che aveva una storia a parte. Innanzitutto cronologicamente: le altre canzoni parlavano del passato, questa invece del presente. E poi la lingua: finalmente sono riuscito a scrivere nuovamente in Italiano una canzone di cui ritenermi soddisfatto. Così ho aspettato; nel frattempo la vita è successa, sono passati mesi e c’è stata una pandemia, tutti ci siamo fermati e fermandomi ho avuto più opportunità di riflettere. Mi sono guardato a lungo indietro, mi sono crogiolato nei ricordi, mi sono fatto tante domande e ora più che mai ho capito che davvero la vita è tutta qui. Quando ascolto la lunga e malinconica coda strumentale di “Tutto Qui” mi vedo correre in spiaggia, sento il vento caldo e l’odore del mare al tramonto. Ho sognato e continuo a sognare di tornare al più presto al mare delle estati della mia infanzia. Ho anche scelto di usare, come artwork per il singolo (progetto grafico di Pasquale Pinto, ndr), una vecchia foto di famiglia del panettone, lo scoglio da cui mi tuffavo da bambino in Calabria. Quel mare è la mia acqua santa, quel bambino che si tuffa nella foto potrei essere io, potremmo essere tutti. Ora dobbiamo solo tornare a tuffarci.

Biografia: Antonio Palumbo incomincia a suonare la chitarra a sedici anni, grazie al fratello che lo aiuta a pagarsi le prime lezioni. Il primo progetto importante arriva nei primi anni 2000, quando diventa il frontman dei Contrada Beat, una band di stampo funky/soul che per l’intera stagione 2006/2007 viene ingaggiata da Radio 101 come resident band. Nel passaggio da cover a inediti il gruppo cambia nome in Nebel, progetto dal coinvolgente stile neo-folk: l’attività live diventa incessante e vengono nel frattempo pubblicati due dischi autoprodotti e , nel 2010, un EP, “La Stagione”, prodotto da Marco Guarnerio, già al lavoro con Le Vibrazioni, e pubblicato da Oyez!. Fra i live più significativi della prolifica band, l’esibizione in Piazza Duomo a Milano durante LiveMI (Red Ronnie) e l’apertura a Daniele Silvestri al Jazz Cafe di Londra.Poi una pausa: necessaria, voluta, indispensabile per poter studiare, crescere, e il ritorno altrettanto inevitabile alla musica, con la consapevolezza di voler continuare da solo. Antonio Palumbo decide di comporre in Inglese, perché gli viene più semplice essere se stesso. E suona, tantissimo, esplorando le sonorità dei suoi amati John Mayer, Bon Iver, Iron & Wine, Ásgeir, Niccolò Fabi, Brunori SAS, solo per citarne alcuni. Nel 2017 arriva così l’EP di debutto solista, “Altaguardia” (dal nome della via di Milano dove vive quando scrive i cinque pezzi che ne fanno parte): in lingua inglese appunto, con tematiche che comprendono l’amore, il diventare grandi e la presa di coscienza di dover lasciare andare. Continuano i live, in versione intimistica e acustica, perfetti per quel tipo di canzoni. E ancora concerti con la band nei locali e qualche live chitarra e voce all’estero (Mr Wolf’s, Bristol, novembre 2017 – KGB, New York, aprile 2018). Nell’estate 2018, l’incontro con Davide Andreoni porta alla creazione dell’EP “How Fast We Live”, pubblicato a ottobre 2019, che comprende all’interno i singoli “Thank You For Dancing” e “I Try”, entrambi molto apprezzati dal web e dalle radio. 

© 2021 Max Trip

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