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CLAUDIO BAGLIONI alla FESTA DEL CINEMA DI ROMA: stasera la proiezione di “In questa storia che è la mia” al Teatro dell’Opera

CLAUDIO BAGLIONI

In occasione della FESTA DEL CINEMA DI ROMA

STASERA, 21 OTTOBRE – Teatro dell’Opera – Roma

Proiezione dell’opera-concerto totale

“IN QUESTA STORIA CHE È LA MIA”

DOMANI, 22 OTTOBRE – Auditorium Parco della Musica – Roma

CLAUDIO BAGLIONI protagonista dell’Incontro Ravvicinato

con il Direttore Artistico ANTONIO MONDA

IL 2-3-4 NOVEMBRE

la straordinaria opera-concerto totale

ARRIVA NELLE SALE CINEMATOGRAFICHE

uno spettacolo eccezionale per tempi eccezionali

parole e musiche: Claudio Baglioni

ideazione: Claudio Baglioni e Giuliano Peparini

direzione artistica: Giuliano Peparini

regia televisiva: Luigi Antonini

coreografie: Giuliano Peparini e Veronica Peparini

arrangiamenti brani: Paolo Gianolio e Celso Valli

direzione band: Paolo Gianolio

direzione d’orchestra: Danilo Minotti

solisti: Giovanni Baglioni, Giancarlo Ciminelli, Roberto Pagani, Danilo Rea e Alessandro Tomei

orchestra, coro e corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma

188 tra musicisti, coristi, cantanti, ballerini, performer

produzione Friends & Partners – Fenix Entertainment S.p.A, in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma

Uno spettacolo eccezionale per tempi eccezionali. È IN QUESTA STORIA CHE È LA MIA”, l’opera-concerto totale registrata presso il Teatro dell’Opera di Roma, tratta dall’omonimo e ultimo album di inediti di CLAUDIO BAGLIONI (certificato platino e con oltre 14 milioni di streaming – audio e video), che questa sera, giovedì 21 ottobre, alle ore 21.00, rivivrà proprio nel prestigioso Teatro dell’Opera di Roma, dove verrà proiettata nell’ambito della Festa del Cinema di Roma.

Domani, venerdì 22 ottobre, alle ore 16.30, invece, presso la Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, CLAUDIO BAGLIONI sarà protagonista dell’Incontro Ravvicinato con ANTONIO MONDA (Direttore Artistico Festa del Cinema di Roma), uno dei momenti più apprezzati dal pubblico della Festa del Cinema.

“IN QUESTA STORIA CHE È LA MIA” arriverà anche nelle sale cinematografiche per tre giorni, 2-3-4 novembre, distribuito da Medusa Film.

L’opera-concerto totale “IN QUESTA STORIA CHE È LA MIA” è eccezionale non solo nell’ideazione – parole e musiche di Claudio Baglioni, direzione artistica di Giuliano Peparini -ma soprattutto nella realizzazione. In tempi normali, infatti, non sarebbe mai stato possibile dar vita a un’opera che trasforma in ambiente scenico ogni spazio – retropalco, palchi, golfo mistico, platea, foyer, camerini e corridoi – del Teatro nel quale va in scena.

Per questa occasione, artista, orchestra, coro e parte del corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, musicisti, vocalist, danzatori, performer e acrobati animano ogni angolo della struttura, illuminando di sé, oltre al palcoscenico, tutti quegli spazi che, solitamente, non sono luoghi di rappresentazione.

L’opera-concerto totale “IN QUESTA STORIA CHE È LA MIA” è una esclusiva ITsART, la piattaforma streaming promossa dal MiC dedicata a teatro, musica, cinema, danza e ogni forma d’arte, con contenuti live e on-demand, disponibili in Italia e all’estero.

«La ferita dei teatri vuoti ci ha colpiti al cuore e faticherà a rimarginarsi – racconta Claudio BaglioniPer questo ho cercato di contribuire a riempire quel vuoto, portando in dono al teatro tutto quello che avevo da dare. Musica e parole, naturalmente. Ma anche un’Opera – “IN QUESTA STORIA CHE È LA MIA” – che fonde recitazione, danza, gesto, giochi di luci e suoni, “quadri” animati da performer, e nella quale grande orchestra, coro lirico, coristi e band diventano co-protagonisti della narrazione. Ognuno di noi – con la propria arte, sensibilità, intensità, espressività – ha provato a cancellare il vuoto del teatro, riempiendolo, letteralmente, di vita. E, così, tutto – palcoscenico, golfo mistico, platea, palchi, loggioni, foyer, corridoi, backstage – è diventato scena. Uno spettacolo totale in uno spazio scenico totale, nel quale – per la prima volta – l’idea wagneriana dell’arte totale si realizza in una architettura totale. “IN QUESTA STORIA CHE È LA MIA” è davvero uno spettacolo eccezionale per tempi eccezionali. E non solo perché in “tempi normali” non sarebbe mai stato possibile concepirlo né realizzarlo ma, soprattutto, perché credo ci sia bisogno di idee eccezionali per aiutare certe ferite a rimarginarsi, e trasmettere le energie che servono a fare di dolore, difficoltà e privazioni i semi per costruire un futuro nuovamente degno di questo nome».

Arte totale, teatro totale, estetica cinematografica.

Un’anteprima assoluta. Non solo perché tema, narrazione, canzoni e allestimento musicale e scenico sono originali ma, soprattutto, perché “IN QUESTA STORIA CHE È LA MIA riprende – estendendola – l’idea wagneriana di opera d’arte totale. Arte totale in un intero teatro, dunque – in tutti i significati che il combinarsi di queste due formule è in grado di esprimere – che finisce, però, col rivelare un’estetica cinematografica, tanto da trasformare “IN QUESTA STORIA CHE È LA MIA” in un inedito FilmOpera. Come accade nella cinematografia, infatti, le diverse scene di questo straordinario atto unico (scene rese ancora più suggestive dal ricorso ad effetti di luce e soluzioni illuminotecniche che normalmente non si vedono nei teatri di tradizione all’italiana) sono state riprese da diversi punti di vista – attraverso un incalzante ed emozionante uso di campi e controcampi – in modo da unire al lirismo fisico del teatro, la magia metafisica del cinema.

Storia di un amore e dell’amore.

È la storia di un grande amore e dell’amore stesso: amore personale – reale o ideale, fisico o mentale, vissuto o semplicemente vagheggiato ma, sempre inatteso, sorprendente, travolgente – di un “uomo di varietà” e della sua “principessa”. Ma anche amore universale: antico, eppure ogni volta incredibilmente nuovo, che anima ogni venatura del tempo – passato, presente e futuro – e dà senso e valore a tutte le stagioni della vita: fanciullezza, adolescenza, gioventù, maturità.

L’opera-concerto.

Lo spettacolo – della durata di novanta minuti – si apre con un monologo evocativo e rapsodico – scritto da Claudio Baglioni e interpretato da Pierfrancesco Favino – e un preludio danzato affidato all’étoile Eleonora Abbagnato.

La direzione di orchestra e coro è di Danilo Minotti, mentre la direzione della band di Baglioni è affidata a Paolo Gianolio, che ha firmato gli arrangiamenti e le orchestrazioni di nove dei quattordici brani dell’album. Gli arrangiamenti degli altri sette brani portano, invece, la firma di Celso Valli. I contributi solistici sono di Giancarlo Ciminelli, Alessandro Tomei, Roberto Pagani, Danilo Rea e Giovanni Baglioni, che esegue la suite finale dell’album.

IN QUESTA STORIA CHE È LA MIA è prodotto da Friends & Partners e Fenix Entertainment S.p.A. La regia teatrale è di Giuliano Peparini, la fotografia è di Ivan Pierri, la regia televisiva è di Luigi Antonini.

CLAUDIO BAGLIONI torna dal vivo con “DODICI NOTE SOLO”

La musica, il più potente social network dell’umanità,

aiuta a ritrovarsi e unirsi, e a rendere il futuro 

una casa bella, luminosa, aperta e finalmente degna di essere abitata”.

Claudio Baglioni

Dopo “Assolo”, “InCanto” e “DieciDita”, il grande ritorno dal vivo di CLAUDIO BAGLIONI, con il suo concerto più appassionante, esclusivo, unico: “DODICI NOTE SOLO”, un nuovo percorso d’arte nell’arte, che debutterà il 24 gennaio 2022 in uno dei palcoscenici più importanti d’Europa, il Teatro dell’Opera di Roma.

DODICI NOTE SOLO” vedrà Baglioni, la voce, il pianoforte e altri strumenti, con le composizioni più preziose del suo repertorio, protagoniste di un affascinante racconto in musica, suoni e parole, sui palchi di 50 tra i teatri lirici e di tradizione più prestigiosi del Belpaese.

“DODICI NOTE SOLO” segnerà il grande ritorno della musica dal vivo: la prima vera tournée nei teatri, da quando la capienza è tornata al 100%. Un punto di inizio, un importante segnale di ripartenza, per tornare ad ascoltare, vivere e respirare l’emozione di un concerto.

Rianimare le nostre vite con la musica, dopo il lungo, difficile e doloroso silenzio imposto dalla pandemia – ha dichiarato Baglioni – significa ritrovare noi stessi, il senso del nostro cammino e dello stare insieme”.

Le dodici note – ha aggiunto – l’alfabeto del più universale, profondo e poetico dei linguaggi, costituiscono la chiave per comprendere noi stessi, gli altri e rendere il futuro una casa bella, luminosa, aperta e finalmente degna di essere abitata”.

Aveva ragione – ha concluso Baglioni – quel filosofo che sosteneva che la vita, senza musica, sarebbe un errore. La ripartenza del nostro Paese, allora, significa anche rimediare a questo “errore”, ritrovarsi e ritrovarci, grazie all’energia del più potente social network della storia dell’umanità: la musica”.

Queste le date di “DODICI NOTE SOLO”prodotte e organizzate da Friends & Partners:

24 gennaio 2022: ROMA – TEATRO DELL’OPERA

25 gennaio 2022: PARMA – TEATRO REGIO

27 gennaio 2022: MANTOVA – TEATRO SOCIALE

28 gennaio 2022: RAVENNA – TEATRO ALIGHIERI

29 gennaio 2022: FORLÌ – TEATRO FABBRI

31 gennaio 2022: ANCONA – TEATRO DELLE MUSE

01 febbraio 2022: SENIGALLIA (AN) – TEATRO LA FENICE

02 febbraio 2022: FERMO – TEATRO DELL’AQUILA

03 febbraio 2022: ASCOLI PICENO – TEATRO VENTIDIO BASSO

05 febbraio 2022: SAN SEVERO (FG) – TEATRO VERDI

06 febbraio 2022: BRINDISI – TEATRO VERDI

07 febbraio 2022: LECCE – POLITEAMA GRECO

09 febbraio 2022: TARANTO – TEATRO ORFEO

10 febbraio 2022: BARI – TEATRO PETRUZZELLI

12 febbraio 2022: PESCARA – TEATRO MASSIMO

15 febbraio 2022: SAINT VINCENT (AO) – PALAIS

17 febbraio 2022: ASTI – TEATRO ALFIERI

18 febbraio 2022: CREMONA – TEATRO PONCHIELLI

20 febbraio 2022: VENEZIA – TEATRO MALIBRAN

22 febbraio 2022: NOVARA – TEATRO COCCIA

23 febbraio 2022: COMO – TEATRO SOCIALE

24 febbraio 2022: BRESCIA – TEATRO GRANDE

26 febbraio 2022: LA SPEZIA – TEATRO CIVICO

27 febbraio 2022: PRATO – POLITEAMA PRATESE

28 febbraio 2022: FERRARA – TEATRO COMUNALE

01 marzo 2022: FIRENZE – TEATRO DELLA PERGOLA

03 marzo 2022: MESSINA – TEATRO VITTORIO EMANUELE

04 marzo 2022: PALERMO – TEATRO MASSIMO

05 marzo 2022: CATANIA – TEATRO BELLINI

07 marzo 2022: REGGIO CALABRIA – TEATRO CILEA

08 marzo 2022: CATANZARO – TEATRO POLITEAMA

09 marzo 2022: COSENZA – TEATRO RENDANO

11 marzo 2022: AVELLINO – TEATRO CARLO GESUALDO

15 marzo 2022: PERUGIA – TEATRO MORLACCHI

16 marzo 2022: SPOLETO (PG) – TEATRO MENOTTI

19 marzo 2022: SASSARI – TEATRO COMUNALE

20 marzo 2022: NUORO – TEATRO ELISEO

24 marzo 2022: GROSSETO – TEATRO MODERNO

25 marzo 2022: MONTECATINI – TEATRO VERDI

26 marzo 2022: PISTOIA – TEATRO MANZONI

29 marzo 2022: LIVORNO – TEATRO GOLDONI

30 marzo 2022: LUCCA – TEATRO DEL GIGLIO

05 aprile 2022: UDINE – TEATRO NUOVO G. DA UDINE

06 aprile 2022: TRIESTE – TEATRO ROSSETTI

10 aprile 2022: BERGAMO – TEATRO DONIZETTI

13 aprile 2022: BOLOGNA – TEATRO COMUNALE

15 aprile 2022: PISA – TEATRO VERDI

20 aprile 2022: PIACENZA – TEATRO MUNICIPALE

21 aprile 2022: TREVISO – TEATRO COMUNALE DEL MONACO

23 aprile 2022: PORDENONE – TEATRO VERDI

A partire dalle ore 16.00 di domani, giovedì 21 ottobre, i biglietti saranno disponibili secondo le modalità e tempistiche elencate sul sito www.friendsandpartners.it

Per tutte le info sulle date spettacolo e circuiti di vendita: servizioclienti@friendsandpartners.it l 02.4805731

Baglioni e l’arte della musica nei luoghi d’arte

L’incontro tra Baglioni e i grandi teatri e luoghi d’arte italiani è tutt’altro che occasionale ed ha radici antiche. Già alla fine degli anni Novanta, infatti, l’artista avverte l’esigenza di aggiungere bellezza a bellezza, portando l’arte della canzone d’autore negli spazi, le architetture e i paesaggi più belli e ricchi di storia, fascino e suggestione del nostro Paese.

“Assolo” (1986) un concerto straordinario che nessun artista – né italiano né internazionale – aveva mai realizzato prima né ha mai realizzato dopo: tre ore di musica, completamente dal vivo, nelle quali Claudio Baglioni – grazie all’utilizzo di tecnologie innovative (un’interfaccia digitale che, per la prima volta, permetteva di collegare computer e strumenti musicali) – attraverso un pianoforte digitale e una “chitarra-midi”, suonava – contemporaneamente – tastiere, campionatori, batterie e percussioni elettroniche, bassi elettrici, chitarre e sequencer, creando sonorità e atmosfere inedite e affascinanti. Un one-man-show che ha cambiato il concetto stesso di concerto dal vivo, immortalato in un triplo album live e un libro di spartiti (“Assolo non solo”, edito da Rusconi) nel quale computer e software di scrittura musicale trascrivevano, fedelmente, tutte le parti suonate dal vivo di Baglioni.

Il 13 agosto 2000, dall’Anfiteatro romano di Pompei, debutta “Acustico: sogno di una notte di note”, un tour di più di venti date, che toccherà, tra gli altri, il Teatro Greco di Taormina, la Valle dei Templi di Agrigento, il Tempio di Hera a Selinunte, il Teatro dei Templi di Paestum, il Teatro Romano di Verona e di Benevento, gli scavi di Ostia antica.

Nella primavera 2001, è la volta di quello che resterà il tour più lungo e intenso dell’intera carriera artistica di Baglioni: “InCanto tra pianoforte e voce”, nel quale il musicista – accompagnato, per la prima volta, soltanto da un gran coda – si esibirà sui palcoscenici dei più importanti teatri lirici e di tradizione del nostro Paese, a simboleggiare l’incontro tra la musica popolare del presente e la musica popolare del passato, come la grande Opera italiana. Tra i sessanta teatri lirici e di tradizione nei quali quell’InCanto andrà in scena, il Bellini di Catania, il Carlo Felice di Genova, il Regio di Parma e di Torino, il Massimo di Palermo, il Teatro dell’Operadi Roma e il San Carlo di Napoli, che, per la prima volta, verrà concesso per un concerto di musica leggera.

La passione di Baglioni per i grandi teatri italiani vivrà, poi, una tappa particolarmente emozionante, la sera della vigilia dell’Epifania 2002. Dalle rovine del Teatro Petruzzelli di Bari, infatti – in diretta tv per la prima serata di Raiuno – Baglioni interpreterà “Per Incanto e per amore”, un inedito messaggio di speranza per la ricostruzione di uno dei più importanti teatri italiani, quasi completamente distrutto da un incendio doloso, dieci anni prima e, all’epoca, non ancora ricostruito. Lo stesso teatro nel quale, trent’anni prima, Baglioni aveva interpretato uno dei suoi primi successi, “Notte di Natale”, brano che avrebbe segnato l’inizio del suo bellissimo e fortunatissimo cammino musicale. 

“Dieci Dita”, dieci serate, per altrettanti straordinari “incontri ravvicinati”, con la storia personale e artistica di una delle voci più intense e amate della storia della musica popolare italiana. Un racconto inedito, in prima persona, ricco di riflessioni e aneddoti, in un’alternanza di momenti leggeri e poetici, seri e ironici, sul palco di uno dei più importanti spazi progettati e realizzati per la musica, della Capitale: l’Auditorium Parco della Musica, dove – per tre anni di seguito (2011-2013) – durante le festività natalizie, Claudio Baglioni si è esibito dal vivo, da solo, per dieci serate consecutive, accompagnato esclusivamente da pianoforte e chitarra, facendo registrare una impressionante e ineguagliata serie di trionfali sold-out.

Da allora a oggi, la musica di Baglioni non ha mai smesso di far risuonare di sé i più importanti e prestigiosi teatri, anfiteatri, luoghi e spazi d’arte del nostro Paese, com’è accaduto all’Arena di Verona, nel settembre 2018, con il tour “Al Centro”, quando – per la prima volta nella sua storia – uno dei più grandi e meglio conservati anfiteatri romani ha ospitato uno spettacolo musicale con il palco nel cuore della sua ellissi centrale, e il pubblico a occupare tutti i posti dell’intera cavea. Non solo musica, ma un vero spettacolo a 360°, sia in senso fisico che artistico, – trasmesso in diretta tv da Raiuno – nel quale scenografie, coreografie e movimenti scenici innovativi incarnavano l’incontro e la fusione di musica, danza, mimica e teatro.

Ultima, ma solo in ordine di tempo, la realizzazione e registrazione, presso il di Teatro dell’Opera di Roma, di “In questa storia che è la mia”, l’opera-concerto tratta dall’omonimo e ultimo album di inediti di Baglioni, che domani, 21 ottobre, alle ore 21.00, nell’ambito della Festa del Cinema di Roma, rivivrà proprio nella meraviglia dello stesso Teatro dell’Opera di Roma. Spettacolo eccezionale non solo nell’ideazione ma soprattutto nella realizzazione. In tempi normali, infatti, non sarebbe mai stato possibile dar vita a un’opera che trasforma in ambiente scenico ogni spazio – retropalco, palchi, golfo mistico, platea, foyer, camerini e corridoi – del Teatro nel quale va in scena. Per “In questa storia che è la mia” artista, orchestra, coro e parte del corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, musicisti, vocalist, danzatori, performer e acrobati animano ogni angolo della struttura, illuminando di sé, oltre al palcoscenico, tutti quegli spazi che, solitamente, non sono luoghi di rappresentazione.

Tutto questo, in attesa dell’estate 2022, per rilanciare – dalle Terme di Caracalla di Roma, dal Teatro Greco di Siracusa e dall’Arena di Verona – la stagione dei grandi concerti, con “Dodici note: concerto per voce, solisti, orchestra e coro”, un concerto di pop-rock sinfonico, che spazierà dalle sonorità della grande orchestra classica con coro lirico a quelle di una poderosa big band con voci moderne. Un insieme – a volte sperimentale, a volte tradizionale – nel quale si fonderanno i molteplici linguaggi musicali alla cui base ci sono, appunto, 12 note: i 12 mattoncini con i quali riedificare, in luoghi simbolo di bellezza e arte millenaria e universale, una casa virtuale di musica e parole.

CLAUDIO BAGLIONI: ieri sera ha ricevuto l’esclusivo Premio ARENA DI VERONA, in diretta su RAI 1 dal palco dell’Arena di Verona!

CLAUDIO BAGLIONI

Ieri sera in diretta su RAI 1 dal palco dell’Arena di Verona

HA RICEVUTO L’ESCLUSIVO 

Premio ARENA DI VERONA 

Ieri sera, giovedì 9 settembre, in diretta su RAI 1 dal palco dell’Arena di Verona, in occasione dei SEAT Music Awards 2021, il Sindaco di Verona Federico Sboarina ha consegnato a CLAUDIO BAGLIONI l’esclusivo PREMIO ARENA DI VERONA, che sancisce il rapporto dell’Artista con la città di Verona.

La motivazione ufficiale per la consegna del PREMIO ARENA DI VERONA a Claudio Baglioni è per lo speciale rapporto che ha con la città di Verona dal 1975 ad oggi, attraverso una serie di grandi concerti fino allo storico e indimenticabile evento del 2018 con il palco “AL CENTRO” dell’Anfiteatro, mai realizzato prima in oltre un secolo di spettacoli all’Arena, che la città di Verona e l’Italia non possono dimenticare.

Opera del Maestro Rudy Camatta, il PREMIO ARENA DI VERONA raffigura una DIVA con una corona sulla testa a forma di Arena.

DIVA nasce da un’idea di Gianmarco Mazzi, direttore artistico e amministratore delegato di Arena di Verona Srl, con l’intento di avere un’opera di pregio, una creazione originale, da poter attribuire come riconoscimento ad artisti italiani e internazionali ed a personalità illustri.

Il prossimo anno, Claudio Baglioni tornerà protagonista dell’Arena di Verona in occasione dell’inedito spettacolo del tour “DODICI NOTE”, nel quale tutti i più grandi successi di Baglioni verranno eseguiti in un’inedita formula pop-rock sinfonica. Oltre che all’Arena di Verona, “DODICI NOTE” si terrà anche alle Terme di Caracalla di Roma e al Teatro Greco di Siracusa.

Ieri sera, inoltre, sul palco dei SEAT Music Awards 2021, Claudio Baglioni è stato premiato da Carlo Conti e Vanessa Incontrada per l’album certificato Platino “IN QUESTA STORIA CHE È LA MIA” (Sony Music), che ha superato i 14 milioni di streaming (audio e video).

“IN QUESTA STORIA CHE È LA MIA” è il sedicesimo album realizzato in studio della cinquantennale carriera di CLAUDIO BAGLIONI, uscito dopo sette anni da “ConVoi”. 14 brani, 1 apertura, 4 interludi piano e voce, 1 finale: un “concept” che disegna la parabola dell’amore, sia personale che universale, riflettendo sul modo nel quale questa forza straordinaria che tutti viviamo senza conoscerla mai veramente, travolga le nostre esistenze, rendendole esperienze uniche e sempre degne di essere vissute. Una vita in quattordici storie che le passano attraverso.

Musicista, autore, compositore, interprete. Oltre 60 milioni di copie vendute in tutto il mondo. Una carriera unica e irripetibile, quella di CLAUDIO BAGLIONI, un artista che, dalla fine degli anni Sessanta a oggi, è riuscito a conquistare una generazione dopo l’altra, grazie a un repertorio pop, melodico e raffinato, nel quale ha saputo fondere canzone d’autore e rock, sonorità internazionali, world music e jazz, rivoluzionando il concetto stesso di performance live – il primo a inaugurare la stagione dei grandi raduni negli stadi e ancora il primo, nel 1991, a “far scomparire il palco” e portare la scena al centro delle Arene più importanti e prestigiose d’Italia – in ambito musicale, sociale e televisivo.

©_ANGELO_TRANI

Da domani, 2 giugno, in streaming (ore 21.00) sulla piattaforma ITsART, l’opera-concerto totale “IN QUESTA STORIA CHE È LA MIA” di CLAUDIO BAGLIONI

Uno spettacolo eccezionale per tempi eccezionali. È IN QUESTA STORIA CHE È LA MIA”, l’opera-concerto totale registrata presso il Teatro dell’Opera di Roma, tratta dall’omonimo e ultimo album di inediti diCLAUDIO BAGLIONI. Eccezionale non solo nell’ideazione – parole e musiche di Claudio Baglioni, direzione artistica di Giuliano Peparini  ma soprattutto nella realizzazione. In tempi normali, infatti, non sarebbe mai stato possibile dar vita a un’opera che trasforma in ambiente scenico ogni spazio – retropalco, palchi, golfo mistico, platea, foyer, camerini e corridoi – del Teatro nel quale va in scena. 

Per “IN QUESTA STORIA CHE È LA MIA”, in streaming da domani, mercoledì 2 giugno (alle ore 21.00), sulla piattaforma ITsART (il sipario digitale per teatro, musica, cinema, danza e ogni forma d’arte, live e on-demand, con contenuti disponibili in Italia e all’estero), artista, orchestra, coro e parte del corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, musicisti, vocalist, danzatori, performer e acrobati animano ogni angolo della strutturailluminando di sé, oltre al palcoscenico, tutti quegli spazi che, solitamente, non sono luoghi di rappresentazione.

«La ferita dei teatri vuoti ci ha colpiti al cuore e faticherà a rimarginarsi – racconta Claudio Baglioni – Per questo ho cercato di contribuire a riempire quel vuoto, portando in dono al teatro tutto quello che avevo da dare. Musica e parole, naturalmente. Ma anche un’Opera – “IN QUESTA STORIA CHE È LA MIA” – che fonde recitazione, danza, gesto, giochi di luci e suoni, “quadri” animati da performer, e nella quale grande orchestra, coro lirico, coristi e band diventano co-protagonisti della narrazione. Ognuno di noi – con la propria arte, sensibilità, intensità, espressività – ha provato a cancellare il vuoto del teatro, riempiendolo, letteralmente, di vita. E, così, tutto – palcoscenico, golfo mistico, platea, palchi, loggioni, foyer, corridoi, backstage – è diventato scena. Uno spettacolo totale in uno spazio scenico totale, nel quale – per la prima volta – l’idea wagneriana dell’arte totale si realizza in una architettura totale. “IN QUESTA STORIA CHE È LA MIA” è davvero uno spettacolo eccezionale per tempi eccezionali. E non solo perché in “tempi normali” non sarebbe mai stato possibile concepirlo né realizzarlo ma, soprattutto, perché credo ci sia bisogno di idee eccezionali per aiutare certe ferite a rimarginarsi, e trasmettere le energie che servono a fare di dolore, difficoltà e privazioni i semi per costruire un futuro nuovamente degno di questo nome».

Arte totale, teatro totale, estetica cinematografica.

Un’anteprima assoluta. Non solo perché tema, narrazione, canzoni e allestimento musicale e scenico sono originali ma, soprattutto, perché “IN QUESTA STORIA CHE È LA MIA riprende – estendendola – l’idea wagneriana di opera d’arte totale. Arte totale in un intero teatro, dunque – in tutti i significati che il combinarsi di queste due formule è in grado di esprimere – che finisce, però, col rivelare un’estetica cinematografica, tanto da trasformare “IN QUESTA STORIA CHE È LA MIA” in un inedito FilmOpera. Come accade nella cinematografia, infatti, le diverse scene di questo straordinario atto unico (scene rese ancora più suggestive dal ricorso ad effetti di luce e soluzioni illuminotecniche che normalmente non si vedono nei teatri di tradizione all’italiana) sono state riprese da diversi punti di vista – attraverso un incalzante ed emozionante uso di campi e controcampi – in modo da unire al lirismo fisico del teatro, la magia metafisica del cinema.

Storia di un amore e dell’amore.

È la storia di un grande amore e dell’amore stesso: amore personale – reale o ideale, fisico o mentale, vissuto o semplicemente vagheggiato ma, sempre inatteso, sorprendente, travolgente – di un “uomo di varietà” e della sua “principessa”. Ma anche amore universale: antico, eppure ogni volta incredibilmente nuovo, che anima ogni venatura del tempo – passato, presente e futuro – e dà senso e valore a tutte le stagioni della vita: fanciullezza, adolescenza, gioventù, maturità.

L’opera-concerto.

Lo spettacolo – della durata di novanta minuti – si apre con un monologo evocativo e rapsodico – scritto da Claudio Baglioni e interpretato da Pierfrancesco Favino – e un preludio danzato affidato all’étoile Eleonora Abbagnato.

La direzione di orchestra e coro è di Danilo Minotti, mentre la direzione della band di Baglioni è affidata a Paolo Gianolio, che ha firmato gli arrangiamenti e le orchestrazioni di nove dei quattordici brani dell’album. Gli arrangiamenti degli altri sette brani portano, invece, la firma di Celso Valli. I contributi solistici sono di Giancarlo CiminelliAlessandro Tomei, Roberto PaganiDanilo Rea e Giovanni Baglioni, che esegue la suite finale dell’album.

IN QUESTA STORIA CHE È LA MIA è prodotto da Friends & Partners e Fenix Entertainment S.p.A. La regia teatrale è di Giuliano Peparini, la fotografia è di Ivan Pierri, la regia televisiva è di Luigi Antonini.

È possibile acquistare i biglietti in prevendita sui siti di Ticketone, Vivaticket e Ticketmaster e su ITsART (www.itsart.tv).

Lo spettacolo di Claudio Baglioni su ITsART è acquistabile singolarmente. Non è necessario l’acquisto di un abbonamento per poter accedere alla piattaforma.

©_ANGELO_TRANI

CLAUDIO BAGLIONI: il 2 giugno sulla piattaforma ITsART lo spettacolare evento in streaming, dal TEATRO DELL’OPERA DI ROMA, l’opera-concerto totale “IN QUESTA STORIA CHE È LA MIA”!

Uno spettacolo eccezionale per tempi eccezionali. È IN QUESTA STORIA CHE È LA MIA”, l’opera-concerto totale registrata presso il Teatro dell’Opera di Roma, tratta dall’omonimo e ultimo album di inediti di CLAUDIO BAGLIONI. Eccezionale non solo nell’ideazione – parole e musiche di Claudio Baglioni, direzione artistica di Giuliano Peparini  ma soprattutto nella realizzazione. In tempi normali, infatti, non sarebbe mai stato possibile dar vita a un’opera che trasforma in ambiente scenico ogni spazio – retropalco, palchi, golfo mistico, platea, foyer, camerini e corridoi – del Teatro nel quale va in scena. 

Per “IN QUESTA STORIA CHE È LA MIA”, in streaming il 2 giugno alle ore 21.00 sulla piattaforma ITsART (il sipario digitale per teatro, musica, cinema, danza e ogni forma d’arte, live e on-demand, con contenuti disponibili in Italia e all’estero), artista, orchestra, coro e parte del corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, musicisti, vocalist, danzatori, performer e acrobati animano ogni angolo della strutturailluminando di sé, oltre al palcoscenico, tutti quegli spazi che, solitamente, non sono luoghi di rappresentazione.

«La ferita dei teatri vuoti ci ha colpiti al cuore e faticherà a rimarginarsi – racconta Claudio Baglioni – Per questo ho cercato di contribuire a riempire quel vuoto, portando in dono al teatro tutto quello che avevo da dare. Musica e parole, naturalmente. Ma anche un’Opera – “IN QUESTA STORIA CHE È LA MIA” – che fonde recitazione, danza, gesto, giochi di luci e suoni, “quadri” animati da performer, e nella quale grande orchestra, coro lirico, coristi e band diventano co-protagonisti della narrazione. Ognuno di noi – con la propria arte, sensibilità, intensità, espressività – ha provato a cancellare il vuoto del teatro, riempiendolo, letteralmente, di vita. E, così, tutto – palcoscenico, golfo mistico, platea, palchi, loggioni, foyer, corridoi, backstage – è diventato scena. Uno spettacolo totale in uno spazio scenico totale, nel quale – per la prima volta – l’idea wagneriana dell’arte totale si realizza in una architettura totale. “IN QUESTA STORIA CHE È LA MIA” è davvero uno spettacolo eccezionale per tempi eccezionali. E non solo perché in “tempi normali” non sarebbe mai stato possibile concepirlo né realizzarlo ma, soprattutto, perché credo ci sia bisogno di idee eccezionali per aiutare certe ferite a rimarginarsi, e trasmettere le energie che servono a fare di dolore, difficoltà e privazioni i semi per costruire un futuro nuovamente degno di questo nome».

Arte totale, teatro totale, estetica cinematografica.

Un’anteprima assoluta. Non solo perché tema, narrazione, canzoni e allestimento musicale e scenico sono originali ma, soprattutto, perché “IN QUESTA STORIA CHE È LA MIA riprende – estendendola – l’idea wagneriana di opera d’arte totale. Arte totale in un intero teatro, dunque – in tutti i significati che il combinarsi di queste due formule è in grado di esprimere – che finisce, però, col rivelare un’estetica cinematografica, tanto da trasformare “IN QUESTA STORIA CHE È LA MIA” in un inedito FilmOpera. Come accade nella cinematografia, infatti, le diverse scene di questo straordinario atto unico (scene rese ancora più suggestive dal ricorso ad effetti di luce e soluzioni illuminotecniche che normalmente non si vedono nei teatri di tradizione all’italiana) sono state riprese da diversi punti di vista – attraverso un incalzante ed emozionante uso di campi e controcampi – in modo da unire al lirismo fisico del teatro, la magia metafisica del cinema.

Storia di un amore e dell’amore.

È la storia di un grande amore e dell’amore stesso: amore personale – reale o ideale, fisico o mentale, vissuto o semplicemente vagheggiato ma, sempre inatteso, sorprendente, travolgente – di un “uomo di varietà” e della sua “principessa”. Ma anche amore universale: antico, eppure ogni volta incredibilmente nuovo, che anima ogni venatura del tempo – passato, presente e futuro – e dà senso e valore a tutte le stagioni della vita: fanciullezza, adolescenza, gioventù, maturità.

L’opera-concerto.

Lo spettacolo – della durata di novanta minuti – si apre con un monologo evocativo e rapsodico – scritto da Claudio Baglioni e interpretato da Pierfrancesco Favino – e un preludio danzato affidato all’étoile Eleonora Abbagnato.

La direzione di orchestra e coro è di Danilo Minotti, mentre la direzione della band di Baglioni è affidata a Paolo Gianolio, che ha firmato gli arrangiamenti e le orchestrazioni di nove dei quattordici brani dell’album. Gli arrangiamenti degli altri sette brani portano, invece, la firma di Celso Valli. I contributi solistici sono di Giancarlo CiminelliAlessandro Tomei, Roberto PaganiDanilo Rea e Giovanni Baglioni, che esegue la suite finale dell’album.

IN QUESTA STORIA CHE È LA MIA è prodotto da Friends & Partners e Fenix Entertainment S.p.A. La regia teatrale è di Giuliano Peparini, la fotografia è di Ivan Pierri, la regia televisiva è di Luigi Antonini.

È possibile acquistare i biglietti in prevendita sui siti di Ticketone, Vivaticket e Ticketmaster e dal 31 maggio anche su ITsART.

Lo spettacolo di Claudio Baglioni su ITsART è acquistabile singolarmente. Non è necessario l’acquisto di un abbonamento per poter accedere alla piattaforma.

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